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Il cercatore di sollievo: correre lungo l'Arco alpino in tempo record

Quest’estate, Karel Sabbe ha percorso l’intera Via Alpina in soli 30 giorni, correndo una distanza media di due maratone al giorno e completando l'itinerario con 14 giorni di vantaggio sul tempo più veloce ad oggi registrato. L’impresa epica è stata filmata da una troupe che l’ha seguito lungo il percorso.

 

Correre distanze incredibili in tempi record è ormai diventata un’abitudine per Karel Sabbe. Negli ultimi anni ha stabilito un FKT (tempo migliore conosciuto) per l’Appalachian Trail, per il Pacific Crest Trail e ha vinto la famigerata Big's Backyard Ultra, nota anche come “gara senza fine” completando 502 km in 75 ore.

 

 

E non finisce qui: il dentista e padre belga è anche l’ultimo runner rimasto in piedi (!) nell’edizione 2019 della leggendaria Barkley Marathons, che nelle parole del Runner’s World è “verosimilmente la gara più pazzesca al mondo”. Ma Karel sembra trovare la propria soddisfazione proprio compiendo imprese massacranti come questa.

 

Di fatto, per lui, l’ultrarunning rappresenta un sollievo: un po’ come premere il tasto reset. Una via di fuga dalla realtà frenetica della vita quotidiana e un modo per ricordarsi cosa conta davvero.

 

 

Durante la sua impresa più recente, Karel ha corso più di 87 km al giorno per completare i 2650 km della Via Alpina in 30 giorni, 8 ore e 57 minuti. Questi dati, da soli, mostrano la portata dello sforzo fisico compiuto. Per la maggior parte dei runner, 87 km sarebbe già una distanza impressionante se percorsa settimanalmente, o addirittura ogni due settimane!

 

A dirla tutta, la maggior parte delle persone non riuscirebbe a correre 87 km in un giorno solo, figuriamoci farlo tutti i giorni per un mese di fila e su uno dei sentieri montani più impegnativi al mondo.

 

La Via Alpina è una rete di cinque sentieri escursionistici di lunga distanza. Attraversa ben otto paesi ed è conosciuta per essere piacevole alla vista ma dura per il corpo. E questo anche quando viene affrontata a ritmi molto più umani di quelli dell’ultrarunner belga.

 

 

Tuttavia, nonostante la sua portata sia certo immensa, la fatica fisica della corsa su queste distanze risulta più facile da immaginare rispetto a quella psicologica. Infatti, la forza di volontà necessaria per correre dalla mattina alla sera, ogni giorno, per un mese di fila, è forse ancora più difficile da concepire. 

 

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Con indosso i nostri vestiti performanti e le Cloudultra ai piedi, Karel ha iniziato il suo viaggio a Trieste il 7 luglio 2021 alla volta di Monaco, in Francia. Durante il percorso, ha attraversato Slovenia, Austria, Germania, Lichtenstein, Francia e il nostro paese, la Svizzera, per giungere a destinazione il 6 agosto come da programma, stanco ma trionfante.

 

Non è certo la prima volta che compie un’impresa degna di nota. Ma è la prima volta che ci ha permesso di seguirlo. Cosa ci vuole per portare a termine uno sforzo epico come quello di Karel Sabbe? Per scoprirlo, abbiamo inviato una troupe al seguito dell'ultrarunner per documentare il suo viaggio con la videocamera. Il risultato è il nostro nuovo film: Solace – Il cercatore di sollievo.

 

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