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Tim Don aggiornamento campo di allenamento

Dopo il recupero dalla frattura al collo e il ritorno alle gare alla Boston Marathon, Tim Don si è recato in un campo di allenamento nella Francia rurale per pianificare la sua prossima mossa. Cosa accadrà al the Man with the Halo?

Quando appari sul New York Times e sei il protagonista di un documentario diretto da un vincitore dell’Emmy Award, è difficile evitare i riflettori. Proprio per questo l’Ironman Tim Don è uscito dal sentiero battuto per concentrarsi al tornare a competere ad alti livelli. Qui, ci offre un punto di vista esclusivo sulla vita nel campo e il suo viaggio per tornare a Kona. 

 

Ancora congratulazioni per la prestazione alla Boston Marathon. Quali sono stati i tuoi obiettivi per il campo di allenamento in Francia? Sei riuscito a raggiungerli? 

Tim Don: Per me il campo di allenamento in Francia è servito a dedicarmi alla bicicletta con la guida del mio coach Matt e a trovare nuovamente il mio ritmo dopo Boston. Andare a Les Stables, non lontano da Limoges, è stata la decisione giusta. È un ambiente molto rilassato con opportunità fantastiche per il nuoto, la corsa e il ciclismo nella regione.

 

Com’è un giorno tipico al campo di allenamento? 

TD: Mi sveglio dopo circa il sesto caffè, poi verso le otto sono sulla bici per una sessione dalle due alle cinque ore, poi si torna per pranzo e ci si rilassa. Nel pomeriggio cammino fino alla piscina, che è a circa 100 metri dalla mia stanza. Nuoto per circa quattro/sei chilometri e infine una corsa serale attorno alla proprietà sulla pista in carbonella di 800m e poi giù per il fiume e nella foresta. Dopo una buona cena coi ragazzi vado a letto presto e mi preparo a ripartire.

Quali sono i vantaggi di un campo simile rispetto al tuo allenamento regolare?

TD: Avendo una giovane famiglia mi offre l’opportunità di concentrarmi a fondo in un breve e intenso periodo di allenamento di qualità. Ero già in Europa per un apparizione per On, quindi aveva senso aggiungere il soggiorno al campo e si è adattato bene nel programma. 

 

Com’è l’atmosfera nel campo di allenamento? 

 TD: Tutti al campo sono stati fantastici e tutti volevamo ottenere il massimo da un allenamento di qualità in un ambiente produttivo. Lavoriamo assieme, è molto divertente e nel complesso è un campo di qualità.

Ora che hai avuto l'opportunità di riflettere sul tuo successo alla Boston Marathon, cosa vedi ripensando alla gara? 

TD: Per prima cosa penso al clima folle. Poi sono semplicemente soddisfatto di aver potuto finire in un tempo rispettabile sei mesi dopo la frattura del collo e senza lesioni, che era poi il mio obiettivo. Non volevo distruggere il mio corpo a Boston, quindi ho dovuto prendere una settimana di pausa dopo. Sono molto orgoglioso della mia prestazione e so che non avrei potuto raggiungere questo risultato senza Kelly e la mia famiglia, assieme agli sponsor e ai supporter. 

 

Qual è il prossimo traguardo nel percorso di ritorno sulla scena? 

TD: Per me è allenarmi di più e arrivare a nuotare senza boccaglio. Voglio arrivare ad allenarmi costantemente per 25-30 ore settimanali per i prossimi due mesi circa e poi penserò a partecipare a un Ironman per qualificarmi a Kona 2018. 

La Cloudflow
La scarpa a cui si affida Tim Don per l’allenamento e le gare.
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