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Dove corro: Helen Jenkins parla di Bridgend

Correre nell'ambiente giusto può fare la differenza. Nel corso delle prossime settimane sveleremo le località di tutto il mondo che ispirano il nostro team. Helen Jenkins, che è arrivata più volte sul podio dei Campionati mondiali di triathlon ITU di qualsiasi altra donna britannica nella storia, è qui per parlarci della sua città natale, Bridgend, in Galles.

 

La prossima ospite nella nostra serie Dove corro è la tre volte olimpionica, due volte campionessa mondiale e insignita dell’onorificenza del MBE per i servizi resi al triatholn, Helen Jenkins. 

 

È cresciuta a Bridgend, Galles, dove oggi vive con il marito e i due figli. Il Galles è noto per la natura e le valli verdeggianti, per le coste rocciose e i borghi suggestivi (oltre che per il fatto di avere una delle lingue più difficili del mondo). Dunque è un luogo ideale per i runner che apprezzano una varietà di terreni diversi - e di condizioni climatiche, come racconta Helen. 

 

Ciao Helen, prima di tutto, perché corri?

 

A dire la verità, semplicemente adoro correre. È la mia disciplina preferita nel triathlon, mi mette sempre di buon umore e mi libera la mente. È la mia piccola evasione da tutto. Nel mondo in cui stiamo vivendo, con l’onnipresenza del Covid-19, la corsa è diventata anche più di un’evasione. 

 

Qual è il tuo posto preferito per correre? 

 

Dipende da come sono messa con l’allenamento. In questo momento sto tornando ad allenarmi dopo aver subito un intervento alla schiena, per cui apprezzo molto le corse più lunghe e lente sulla pista ciclabile vicino a casa nostra, a Bridgend. Risale l’intera valle lungo il corso di un fiume e ha una superficie piuttosto liscia e piana. È esattamente quello di cui ho bisogno in questo momento.

   

 

Cosa, secondo te, rende il Regno Unito così adatto alla corsa? 

 

Amo la grande varietà che il Regno Unito può offrire. Ci sono molte attività off-road come il trail running, il fell running, il cross country. E poi c’è anche la corsa su strada. 

 

Mi ritengo fortunata, perché da casa mia posso accedere facilmente a diversi tipi di terreno su cui correre. Anche se alcuni di essi dipendono dalle condizioni atmosferiche. C’è un giro che faccio spesso, che include alcuni sentieri pubblici che passano lungo i bordi di campi coltivati; è molto pittoresco, ma ultimamente non sono riuscita a completare il giro dopo che ha piovuto forte, perché quei sentieri tendono ad allagarsi. Quindi devo scegliere il mio terreno a seconda delle condizioni atmosferiche.

 

Ci sono posti/percorsi per correre che consiglieresti nella tua città?

 

Vivo in una cittadina di nome Bridgend, famosa per le dune di sabbia chiamate Merthyr Mawr. Da molti anni i runner usano questa zona per allenarsi. 

 

Partendo dalla città, c’è un bell’itinerario per raggiungere le dune, e poi uno sforzo piuttosto impegnativo per arrivare in cima al “Big Dipper” che, se non sbaglio, è la duna di sabbia più alta del Galles. La vista è splendida e da lì si può continuare a correre fino in spiaggia.

 

Ci sono tanti bei percorsi dove correre, qui, direi quasi che ovunque si decida di farlo, è impossibile sbagliare. 

 

L’itinerario preferito di Helen.

 

Dal Bridgend Life Center al Big Dipper:

Merthyr Mawr, Bridgend, UK

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Se vai a fare una corsa più rilassata, sei solita pianificare itinerari più panoramici? 

 

Se la corsa è semplice, innanzitutto cerco di correre fuori strada il più possibile. Mi piace passare da una superficie all’altra mentre corro; il fatto di aver passato del tempo su superfici più morbide durante le corse più rilassate mi ha aiutata a prevenire infortuni. 

 

Il Regno Unito è noto per il fatto che piove piuttosto spesso; come influisce questo sui tuoi programmi di allenamento?

 

Se mi lasciassi fermare dalla pioggia, non uscirei mai dalla porta di casa! 

 

Avere l’abbigliamento giusto per rimanere all’asciutto e scarpe progettate per il bagnato è di grandissimo aiuto. Per le corse invernali nell’erba fangosa, di solito passo a scarpe da trail running. 

    

Per fortuna non mi dispiace correre sotto la pioggia. Ascolto la musica e faccio schizzare le pozzanghere, mi sento come se fossi nel mio piccolo mondo privato.    

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Ti capita mai di pianificare una destinazione specifica?  

 

Ho due bimbi, Mali e Max, di tre anni e un anno. Adorano la spiaggia, per cui spesso mio marito li porta lì in auto e io li raggiungo di corsa. Sono circa 10km. Loro portano del cibo e dei vestiti di ricambio per me. Il mio defaticamento è costruire castelli di sabbia con loro. È fantastico. 

    

 

Cosa rende perfetta una corsa? La durata, la distanza o solo una sensazione? 

 

La mia corsa perfetta è una corsa “a salire”. È il mio tipo di sessione preferita. Corro per un’ora: i primi 20 minuti a ritmo costante, poi un po’ più forte, poi gli ultimi 20 minuti vado al massimo con il ritmo migliore che riesco a tenere. È molto impegnativo, ma quando sono in forma, la sensazione di muoversi così bene è impagabile. Completare un’ottima sessione di allenamento e sapere di essere in forma smagliante dà un senso di grande euforia.

 

Sballo del runner? Sì o no? 

 

Sì, la maggior parte delle volte! Quando sono in un periodo di allenamento molto duro può essere difficile trovare la motivazione, ma mi sento sempre molto meglio dopo una corsa. A volte, la parte più difficile è mettersi le scarpe e uscire dalla porta.

 

Come descriveresti la cultura della corsa nella tua città?  

 

La cultura della corsa, dove vivo io, è andata crescendo nel corso degli ultimi dieci anni. Ci sono alcuni grandi eventi che si svolgono nelle vicinanze, come la mezza maratona di Cardiff e l’Ironman Wales. Credo che ciò abbia dato a molte persone, che altrimenti forse non avrebbero mai corso, la motivazione per partecipare agli eventi. Il che è fantastico. 

 

Anche le corse nel parco sono diventate un grande stimolo per far iniziare a correre le persone. L’ambiente della corsa è molto amichevole e ci si scambia sempre un sorriso o un cenno di saluto.  

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