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Perché stare all’aperto fa bene alla salute

Hai mai notato che passare del tempo all’aria aperta ti fa sentire meglio? È scientificamente provato: un numero sempre maggiore di studi di varie discipline dimostra che stare all'aperto, specialmente se a contatto con la natura, fa bene al corpo e alla mente. Scopriamo in che modo.

  

Ogni runner che passa dalla corsa su tapis roulant a quella su strada o sentiero se ne rende subito conto: all’aperto ci si sente molto meglio, anche se è una sensazione difficile da spiegare a parole. 

 

Per fortuna viene in nostro aiuto la scienza. Dalla medicina convenzionale, alla biologia evolutiva fino all’ecoterapia: tutte queste discipline dimostrano che stare a contatto con la natura ha moltissimi benefici per la nostra salute psicofisica.

 

Benessere mentale

 

Nelle terapie per la salute mentale, la natura è stata a lungo considerata come uno strumento secondario, ma negli ultimi 30-40 anni i suoi effetti positivi sono ormai stati ampiamente riconosciuti. Questa inversione di tendenza è dovuta in parte alla popolarità dello Shinrin-Yoku, o “bagno nella foresta”, una forma di ecoterapia nata in Giappone negli anni ‘80 che si è poi diffusa in tutto il mondo. 

 

La ragione del suo effetto benefico sulla nostra salute mentale è molto semplice: il contatto con la natura riduce i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress.

    

   

Una sovraesposizione al cortisolo e ad altri ormoni legati allo stress come l’adrenalina, può aumentare il rischio di disturbi mentali come ansia, depressione, problemi di memoria e concentrazione e può causare malattie cardiache, aumento di peso, ipertensione e altri problemi di salute. 

 

Inoltre, il contatto con la natura migliora la qualità del sonno, l’umore e le abilità cognitive, aiuta a ridurre la pressione sanguigna e allevia una serie di altri disturbi legati allo stress.  

 

Eppure, fino a poco tempo fa, non era ben chiaro quanto tempo bisognasse trascorrere all’aperto per godere di questi benefici. Uno studio del 2019 ha finalmente svelato l’arcano: dopo soli 20 minuti al giorno (o due ore alla settimana) passati in mezzo alla natura, le persone riportavano uno stato di salute migliore rispetto a coloro che non erano usciti di casa.

 

Uno studio recente ha evidenziato i benefici di un contatto regolare con la natura soprattutto per le donne, anzitutto perché può fungere da via di fuga dalla pressione sociale e mediatica verso un preciso standard di bellezza femminile. Inoltre, trascorrere tempo all’aperto aiuta le donne a smarcarsi dall'aspettativa sociale di doversi assumere un carico di lavoro maggiore, rispetto agli uomini, in termini di cura dei figli e della casa. Tutto questo aumenta la loro felicità e autostima. Lo studio dimostra anche che le donne hanno bisogno di passare più tempo all'aperto per riuscire a percepire una riduzione significativa dei livelli di stress. Per questo, spiega la dott.ssa Nooshin Razani, direttrice del Center for Nature and Health presso l’Università della California, San Francisco (UCSF) le donne non dovrebbero considerare il tempo trascorso all’aperto come un lusso o un extra, ma come un loro diritto fondamentale, necessario per garantire la salute in generale.

 

Quindi, piuttosto che chiederci perché stare in mezzo alla natura fa bene alla salute di tutte e di tutti, dovremmo porci la domanda opposta, e cioè: cosa succede se non stiamo a contatto con la natura?

 

“Noi esseri umani ci siamo evoluti per stare all’aperto, eppure tendiamo a passare le nostre giornate al chiuso. Negli Stati Uniti è nato un movimento nazionale di medici che sostiene che il contatto con la natura è importante tanto quanto ridurre il consumo di alcol e tabacco: insomma, è un modo efficace per garantire uno stile di vita sano e attivo.”   

 

Benessere fisico

 

Oltre agli indiscutibili benefici per la salute mentale, i ricercatori stanno individuando sempre più effetti positivi delle natura sulla salute fisica. Passando regolarmente del tempo in mezzo al verde, l’incidenza di diabete e mortalità per malattie cardiovascolari si riduce, la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca si abbassano e il sistema immunitario funziona meglio. Di conseguenza, sono sempre più numerosi i medici che aderiscono a programmi che promuovono, anzi "prescrivono" il contatto regolare con la natura.

 

Ovviamente, la frequenza con cui il medico consiglia di uscire e recarsi nel verde può variare in base al paziente e alle sue condizioni. Un medico potrebbe, per esempio, consigliare di uscire per mezz’ora tre volte a settimana e richiedere una visita di controllo per monitorare i risultati. Quel che è certo è che, sempre più spesso, l’aria aperta e il contatto con la natura vengono riconosciuti come terapie a tutti gli effetti per prevenire e curare una serie di patologie come le malattie cardiache, l’ipertensione, il colesterolo alto e il diabete.

     

   

Negli Stati Uniti, questo sviluppo ha dato il via a una serie di collaborazioni tra medici, agenzie per la gestione del suolo pubblico e organizzazioni non-profit per agevolare il contatto della popolazione con la natura, come l’iniziativa Park Rx che oggi conta più di 100 programmi in tutto il Paese. 

 

Park Rx è nata più di dieci anni fa, quando un gruppo di medici, operatori sanitari e i gestori del Golden Gate Park si sono dati l’obiettivo di convincere gli specialisti di iniziare a considerare il contatto regolare con la natura come terapia a tutti gli effetti, iniziando quindi non solo a raccomandarlo ma a “prescriverlo” ai propri pazienti, così come si fa con i farmaci. Il modello ha avuto talmente tanto successo che ormai queste “prescrizioni” iniziano a essere riconosciute dalla medicina convenzionale, afferma Diane Mailey, direttrice del Golden Gate National Parks Conservancy, che collabora alla gestione di Park Rx per rendere i parchi cittadini più accessibili alla popolazione. 

 

Addirittura, continua Mailey, “le principali assicurazioni sanitarie, come Blue Cross Blue Shield, stanno incentivando i medici a promuovere il contatto con la natura in modo da ridurre il costo dell’assistenza sanitaria”.

 

Soddisfare la biofilia

 

L’antropologo ecologista Keith Tidball, ricercatore presso la Cornell University, sottolinea che uno dei motivi principali per cui stare all’aperto ci fa sentire bene è che il contatto con la natura soddisfa un nostro bisogno evolutivo innato. 

   

  

Tidball allude alla biofilia, cioè alla tendenza innata dell'essere umano a concentrare il proprio interesse sulla vita e sui processi vitali:

 

“Tutti gli esseri umani, in un modo o nell’altro, vogliono e cercano di entrare in contatto con le altre forme di vita. Questo soddisfa il nostro bisogno evolutivo innato di ricongiungerci con il resto della natura dove abbiamo trascorso migliaia e migliaia di anni".

 

“Ci siamo allontanati dalla natura solo negli ultimi duecento anni. Oggi torniamo a cercarla, perché la associamo alla speranza, all’ottimismo, e ci rendiamo conto dei suoi effetti curativi”.  

 

Proprio per questo motivo, tanti medici e ricercatori, come la dott.ssa Razani, sottolineano che parchi e spazi verdi devono essere resi più accessibili alla popolazione: “Tutti hanno il diritto di stare all’aria aperta, di rigenerarsi e fare sport in mezzo alla natura: è un diritto che dobbiamo difendere”.

 

Per chi non può raggiungere facilmente un parco o uno spazio verde, Razani suggerisce di fare regolarmente una passeggiata in città o anche semplicemente guardare il cielo. Anche queste semplici abitudini  possono influenzare positivamente mente e corpo: uno studio ha dimostrato che persino guardare gli alberi da una finestra può ridurre i livelli di stress.

 

Ma c’è anche un’altra buona notizia: passare del tempo all'aperto è gratis, basta uscire di casa. Quindi, ogni volta che puoi, allacciati le scarpe, esci, e immergiti nello spazio verde più vicino a te. Il benessere ti aspetta. 

    

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